QuiSagnino

Como, aveva documenti falsi: arrestato

E' un rumeno di 29 anni con precedenti penali

La Questura di Como

Arrestato perchè rientrato in Italia con un documento di identità falso. Si tratta di un cittadino rumeno di 29 anni fermato per un controllo insieme a due connazionali a Sagnino (Como). 

I fatti

L'episodio risale a martedì 21 novembre 2017: su indicazione della sala operativa, intorno alle 11 una pattuglia della polizia ha raggiunto la zona dove era stata segnalata la presenza di tre persone sospette. In via Sagnino la volante ha individuato tre uomini di nazionalità rumena, un 40enne, un 25enne e un 29enne. I tre hanno dichiarato di essere residenti a Milano e di essere giunti a Como in treno per andare a fare visita alla moglie di uno di loro detenuta al Bassone.

La motivazione non ha convito gli agenti che hanno fatto notare come si trovassero troppo lontani tanto dal carcere quanto dalla stazione. Anche le giustificazione ulteriori fornite sono apparse ai poliziotti sempre più frammentarie e contradditorie. I tre sono stati accompagnati dagli agenti presso gli uffici della Questura per i controlli di rito.

Gli accertamenti

Dai controlli è emerso che il 25enne, colpito da divieto di ritorno nel comune di Lecco aveva, a suo carico, varie notizie di reato e condanne per reati contro il patrimonio. Il 40enne risultava anch’esso colpito da numerose notizie di reato contro il patrimonio ed una nota di rintraccio dei Carabinieri di Merate (Lecco) a seguito di ordinanza di divieto di rientro nel comune di Paderno d’Adda. Ai due è stato notificato il Procedimento di Foglio di Via Obbligatorio.

I documenti falsi

Diversa la situazione del 29enne. Gli agenti, infatti, hanno scoperto che l'uomo aveva fornito un'identità falsa: si trattava in realtà di un pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e con a carico svariati provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, uno dei quali ancora in atto e valevole sino ad agosto del 2018.
A rivelare l’identità dell’uomo, la copia del documenti di identità, allegata al verbale di accompagnamento alla frontiera di Orio al Serio, sulla quale era apposta foto identica a quella riportata nel documento presentato agli agenti ma con un altro nome. L’uomo, infatti, dopo essere stato riaccompagnato alla frontiera ed espulso, si era recato presso le istituzioni rumene dove aveva richiesto un nuovo documento d’identità (nonostante quello in suo possesso fosse ancora valido) indicando quale cognome non il proprio ma quello della moglie.
Ciò, secondo la polizia, aveva quale scopo rendere impossibile l’identificazione da parte della Forze dell’Ordine che ne avrebbero potuto impedire l’ingresso nel territorio nazionale.
Gli agenti, sequestrato il documento, hanno arrestato l'uomo per falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla identità e hanno emesso un ulteriore foglio di allontanamento immediato dal territorio Italiano. 
In udienza il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere in attesa del processo che si terrà lunedì 27 novembre.

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